L’endometriosi non è solo “un ciclo doloroso”, è una patologia cronica e invalidante caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio all’esterno dell’utero: nell’endometriosi, le cellule endometriali si impiantano su organi come ovaie, tube, intestino o vescica, provocando infiammazioni croniche e aderenze.
I sintomi principali includono:
- dismenorrea: dolore pelvico acuto durante il ciclo mestruale
- dispareunia: dolore durante i rapporti sessuali
- dolore pelvico cronico: indipendente dal ciclo
infertilità: spesso scoperta proprio durante la ricerca di una gravidanza
sintomi extra-genitali: come dolore alla defecazione o alla minzione
Sebbene sia una condizione complessa, la medicina moderna dispone degli strumenti per individuarla, pertanto quando il dolore di una paziente viene sottovalutato o ignorato dai medici per anni, si può profilare un caso di responsabilità medica per ritardo diagnostico. Se la diagnosi tardiva ha causalmente permesso all’endometriosi di progredire da uno stadio lieve a uno stadio severo (IV stadio), portando ad un danno alla fertilità (perdita definitiva della possibilità di concepire), danno d’organo (necessità di resezioni intestinali o danni renali) o danno esistenziale (impatto sulla vita di relazione, lavorativa e psicologica della donna), c’è colpa medica.
I casi più frequenti di responsabilità sanitaria includono:
il ritardo diagnostico colpevole: molte pazienti riportano sintomi chiari per anni, ricevendo diagnosi errate (come colon irritabile o stress). Se un medico, nonostante i sintomi, non prescrive gli esami strumentali corretti (ecografia transvaginale di II livello, risonanza magnetica, o laparoscopia) è responsabile del peggioramento della patologia
errori chirurgici: l’intervento per l’endometriosi (spesso in laparoscopia) è estremamente delicato, eventuali errori tecnici possono causare lesioni permanenti ai nervi pelvici, danni agli ureteri o all’intestino o asportazione non necessaria di organi sani.