Malasanità in Cardiochirurgia: risarcimento danni e errori medici

La Cardiochirurgia rappresenta una delle vette della medicina moderna, ma anche uno dei settori dove l’errore medico ha le conseguenze più drammatiche. A differenza della cardiologia, che è spesso diagnostica o interventistica mini-invasiva, la cardiochirurgia comporta interventi “a cuore aperto” che mettono a dura prova l’organismo.

Gli interventi cardiochirurgici (bypass aorto-coronarico, sostituzione di valvole cardiache, riparazione di aneurismi dell’aorta) sono procedure ad alta complessità. Il risarcimento danno sanitario si può concretizzare quando il danno riportato dal paziente non è una complicanza inevitabile, ma il risultato di una scelta tecnica errata, di una manovra maldestra o di una gestione post-operatoria carente in terapia intensiva.

Rappresentazione grafica di un cuore umano; esperti in responsabilità medica per errori nelle terapie farmacologiche e gestione patologie cardiache.

Le principali fattispecie di errori medici cardiochirurgici

Negligenza in sala operatoria: lesioni accidentali alle arterie coronarie, errato posizionamento di una valvola artificiale o problemi tecnici durante l’uso della macchina cuore-polmone (circolazione extracorporea).

Infezioni del sito chirurgico (mediastinite): l’infezione dell’osso dello sterno o del mediastino dopo l’apertura del torace è una complicanza gravissima. Se causata da falle nella sterilizzazione, la struttura ne risponde.

Errori medici da gestione errata della circolazione extracorporea (CEC): errori nel monitoraggio dell’ossigenazione durante l’intervento che possono causare danni cerebrali (ictus perioperatorio) o insufficienza renale acuta.

Errori sanitari da omesso monitoraggio post-operatorio: la mancata diagnosi tempestiva di un tamponamento cardiaco (accumulo di sangue intorno al cuore che lo comprime) o di un’emorragia interna dopo la chiusura del torace.

Rappresentazione grafica di un cuore umano; esperti in responsabilità medica per errori nelle terapie farmacologiche e gestione patologie cardiache.

Domande frequenti (FAQ) sul risarcimento malasanità in Cardiochirurgia

1. Decesso dopo un intervento di bypass. Posso denunciare un ospedale per negligenza, nonostante sia stato firmato un consenso informato?

Sì, puoi denunciare un ospedale per negligenza. Il consenso informato serve a rendere consapevole il paziente dei rischi, ma non è una “licenza di uccidere”, né esenta i medici dalle loro responsabilità in caso di errore tecnico o negligenza. Il consenso non deve essere generico (senza spiegazioni specifiche sui rischi personalizzati del paziente), incompleto (se non sono spiegati i rischi specifici della procedura cui è stato sottoposto il paziente o le alternative terapeutiche), carente (se il paziente non è stato informato, ad es. della percentuale di rischio di mortalità legata alla sua specifica condizione clinica pre-operatoria). Inoltre, se il decesso è avvenuto per una complicanza inevitabile ed imprevedibile, il consenso è valido. Se il decesso è avvenuto per imperizia (errore tecnico), negligenza (disattenzione) o imprudenza, ci possono essere i presupposti per richiedere un risarcimento sanitario.

2. Ictus dopo un intervento ad una valvola cardiaca. Posso richiedere un risarcimento danno sanitario?

Si, è possibile richiedere un risarcimento danno sanitario. Anche se il nesso causale non è scontato, in quanto l’ictus è una delle complicanze note e rischiose degli interventi alle valvole cardiache, i nostri medici legali e specialisti valuteranno scrupolosamente la fase pre-operatoria (mancata valutazione del rischio trombo-embolico del paziente o mancata profilassi anticoagulante necessaria), la fase intra-operatoria (errori tecnici durante la manipolazione della valvola o dei vasi) e la fase post-operatoria (omesso o errato monitoraggio dei parametri coagulativi o sottovalutazione dei primi sintomi neurologici dell’ictus): se c’è stato un errore medico, i nostri esperti lo porteranno alla luce.

3. Cos'è la mediastinite e perché dà diritto al risarcimento danni da colpa medica?

La mediastinite è l’infezione dello spazio anatomico situato al centro del torace, il mediastino, che contiene il cuore, l’aorta e la trachea. Sebbene rientri tra i rischi noti, tale infezione può essere meritevole di risarcimento danno sanitario, in quanto la sua insorgenza è frequentemente legata a carenze nell’igiene ospedaliera o ad una gestione post-operatoria negligente. Gli eventuali profili di responsabilità medica sono ravvisabili in una carenza di prevenzione (non corretta sterilizzazione dei ferri chirurgici e/o dell’ambiente), ritardo nella diagnosi (sottovalutazione dei sintomi tipici o ritardo nell’esecuzione di esami strumentali e di laboratorio/colturali), trattamento post-diagnostico inadeguato (riapertura del torace, lavaggio, drenaggio, terapia antibiotica).

4. Dimenticanza di materiale chirurgico nel torace. Posso denunciare un ospedale per negligenza?

Certamente, puoi denunciare un ospedale per negligenza La dimenticanza di garze, clip non necessarie o frammenti di strumenti all’interno della cavità toracica non è una circostanza particolarmente frequente, tuttavia, quando accade è considerata un evento sentinella che denota una grave colpa medica. Non vi è dubbio che sia un errore medico “imperdonabile ed indifendibile” che dà quasi sempre diritto al risarcimento sanitario, poiché è prova diretta di negligenza. La responsabilità medica è a più livelli: il personale infermieristico ha sbagliato il conteggio degli strumenti prima, durante o alla fine dell’intervento (come previsto dalle linee guida), oppure il chirurgo ha omesso il controllo visivo e manuale della cavità prima di richiudere.

5. Quale documentazione è indispensabile per avviare una valutazione preliminare del mio caso in ambito cardiochirurgico ed eventualmente richiedere il risarcimento danni da colpa medica?

In caso di ricovero presso una qualsiasi struttura sanitaria, è necessario far richiesta della cartella clinica completa, con timbro di conformità all’originale ed indicazione del numero di pagine. Risultano altrettanto indispensabili tutti i referti di eventuali visite specialistiche, sia di strutture sanitarie pubbliche sia private, unitamente a tutti gli esami strumentali (RX, RMN, TAC, etc.) cui si è sottoposti, intesi come immagini (lastre e/o CD) e referti.

Un danno cardiochirurgico richiede una difesa all’altezza della complessità dell’intervento subito.

Che si tratti di complicanze da bypass, valvulopatie non correttamente gestite o negligenze in fase di emergenza, i nostri avvocati esperti in malasanità, affiancati da medici legali e specialisti nel settore della colpa medica cardiochirurgica valuteranno scrupolosamente la fattibilità del tuo caso: perché se il cuore è stato danneggiato, la tua dignità non deve subire ulteriori colpi.

Riprenditi il tuo futuro, partendo dai tuoi diritti.