Malasanità in Chirurgia Generale: quando si verifica una colpa medica

La chirurgia generale è una specializzazione di ampio spettro che interviene sugli organi della cavità addominale (intestino, esofago, stomaco, colon, fegato, cistifellea) e, spesso, sulla tiroide e sulle mammelle. Nonostante l’evoluzione delle tecniche, come la laparoscopia e la chirurgia robotica, questa branca rimane una delle aree a più alto rischio di responsabilità medica.

​Quando un intervento chirurgico non sortisce l’effetto sperato non si configura automaticamente una colpa medica. D’altra parte, se un intervento ha determinato anche un danno permanente, o addirittura il decesso del paziente, è fondamentale valutare se il chirurgo o l’equipe abbiano rispettato o meno le buone pratiche cliniche e/o le linee guida consolidate, al fine di distinguere tra la complicanza inevitabile (legata alla natura stessa dell’operazione) e l’errore medico (frutto di imperizia, imprudenza o negligenza).

Dettaglio di ferri chirurgici sterili su tavolo operatorio. Supporto medico-legale per la richiesta di risarcimento danni da errore chirurgico

Le fasi del rischio chirurgico e i possibili errori medici

L’errore sanitario può annidarsi in diversi momenti del percorso assistenziale.

Fase Pre-operatoria: errore medico nella diagnosi o indicazione chirurgica non corretta (operare quando non necessario).

Fase Intra-operatoria: errori medici tecnici durante l’esecuzione dell’intervento.

Fase Post-operatoria: errore medico da carenza nel monitoraggio del paziente, che impedisce di riconoscere tempestivamente una complicanza insorta.

Equipe medica durante un intervento chirurgico complesso. Approfondimento sulla responsabilità professionale del chirurgo e tutela del paziente.

Principali complicazioni e profili di risarcimento danno sanitario

In ambito di chirurgia generale, esistono alcune fattispecie di errori sanitari che più frequentemente danno luogo a richieste di risarcimento danni da colpa medica.

Responsabilità medica da lesioni iatrogene di organi o vasi: il danneggiamento involontario di strutture anatomiche vicine al campo operatorio (es. lesione dell’uretere durante un intervento addominale o recisione dei dotti biliari in colecistectomia).

Danno sanitario da infezione del sito chirurgico: sebbene non tutte le infezioni siano evitabili, la mancata osservanza dei protocolli di sterilizzazione e della profilassi antibiotica può configurare una responsabilità della struttura sanitaria.

Colpa medica da corpo estraneo: la dimenticanza di garze, clip o strumenti chirurgici all’interno del corpo del paziente.

Negligenza chirurgica da sutura difettosa e deiscenza: una chiusura non corretta dei tessuti che porta all’apertura della ferita o, peggio, a peritoniti causate dalla fuoriuscita di materiale organico dagli organi cavi.

Errore medico da omesso o ritardato trattamento della complicanza: forse il caso più frequente. L’errore medico non è l’insorgenza della complicanza in sé, ma l’incapacità dell’equipe medica di diagnosticarla e intervenire d’urgenza.

​Un ulteriore aspetto cruciale nella responsabilità medica è il consenso informato. Se il paziente subisce una complicanza di cui non era stato adeguatamente informato prima dell’intervento, sussiste il diritto al risarcimento danno sanitario per violazione dell’autodeterminazione.

Strumenti chirurgici in primo piano e chirurgo al lavoro in sala operatoria: assistenza legale per casi di malasanità e complicanze post-operatorie

Domande frequenti (FAQ) sul risarcimento malasanità in Cardiochirurgia

1. Come posso capire se ho subito un errore medico chirurgico o se è stata una complicanza inevitabile?

Ti aiutiamo noi a distinguerli. Una complicanza è un rischio noto e calcolato, solitamente riportato e descritto nel consenso informato e può verificarsi anche se l’intervento è eseguito correttamente. Un errore medico chirurgico si verifica, invece, quando un danno si sarebbe potuto evitare se l’operatore e/o l’equipe avessero agito con diligenza, prudenza e perizia.

2. Ho subito una complicanza che non mi era stata descritta prima dell'intervento. Posso chiedere un risarcimento per malasanità?

Sì, puoi chiedere un risarcimento per malasanità. Anche se l’intervento è stato eseguito tecnicamente in modo corretto, se non hai firmato un consenso informato completo e dettagliato sui rischi specifici, inclusi quelli rari, o se il consenso informato risulta carente, generico ed aspecifico, è possibile valutare l’eventualità di un risarcimento danno sanitario per la violazione del tuo diritto all’autodeterminazione: avresti potuto decidere di non sottoporti all’operazione se avessi conosciuto quel rischio.

3. Risarcimento per perforazione intestinale durante colonscopia. Posso richiederlo?

Si, puoi richiedere un risarcimento danni, ma bisogna tenere presente che la colonscopia è una procedura invasiva e la perforazione intestinale è una delle sue complicanze note, pertanto è indispensabile valutare con attenzione una serie di aspetti tecnici. La perforazione potrebbe essersi verificata nel caso in cui l’operatore abbia forzato eccessivamente il passaggio dell’endoscopio in presenza di ardenze o restringimenti, se non siano state valutate correttamente patologie preesistenti, ad es. diverticolite acuta in fase infiammatoria, o se sia stato usato il bisturi elettrico in maniera inadeguata in corso di rimozione di un polipo. Inoltre, anche il ritardo diagnostico della perforazione rappresenta un punto cruciale nella medicina legale e quindi nella possibilità di richiedere un risarcimento danno sanitario, soprattutto se tale ritardo favorisce la peritonite. I nostri avvocati esperti in malasanità ed i nostri consulenti medici sono in grado di eliminare ogni dubbio e di portare alla luce ogni errore medico.

4. Lesione dei nervi ricorrenti dopo tiroidectomia. Posso denunciare un ospedale per negligenza?

Si, è possibile denunciare un ospedale per negligenza. Anche se la lesione dei nervi ricorrenti è un rischio descritto nella letteratura medica, il chirurgo ha l’obbligo di adottare tutte le cautele tecniche per isolare e proteggere questi nervi. Può darsi che il danno sanitario sia stato causato da un eccessivo calore del bisturi elettrico che ha danneggiato il nervo per diffusione termica o che si sia verificato un inglobamento dei nervi nelle legature durante la tiroidectomia. In tutti i casi, se l’errore medico ha determinato disfonia, disfagia o addirittura problemi respiratori fino alla necessità di una tracheostomia, si configura un danno da colpa medica.

5. Quando l’amputazione di un arto è un errore medico?

L’amputazione di un arto è configurabile come errore medico risarcibile quando non rappresenta un evento inevitabile per salvare la vita del paziente, ma è la conseguenza di una serie di omissioni o errori tecnici. Può verificarsi che, nonostante i segni di un’ostruzione arteriosa, non venga riconosciuta in tempo un’ischemia acuta e i medici ritardino l’esecuzione di un’AngioTC o di un intervento di rivascolarizzazione, oppure la sottovalutazione dei sintomi algici conseguenti all’aumento della pressione dei muscoli dopo un trauma o un intervento, ritardi la procedura di fasciotomia favorendo la necrosi dei tessuti e la conseguente amputazione. Un discorso a parte va fatto per i pazienti diabetici, che meritano una valutazione specifica di caso in caso. Infine, altra causa molto frequente di amputazione di un arto è rappresentata da uninfezione ospedaliera dovuta a scarsa igiene dei ferri chirurgici o dell’ambiente o da omessa profilassi antibiotica.

6. Quale documentazione è indispensabile per avviare una valutazione preliminare del mio caso in ambito chirurgico ed eventualmente richiedere il risarcimento danni da colpa medica?

In caso di ricovero presso una qualsiasi struttura sanitaria, è necessario far richiesta della cartella clinica completa, con timbro di conformità all’originale ed indicazione del numero di pagine. Risultano altrettanto indispensabili tutti i referti di eventuali visite specialistiche, sia di strutture sanitarie pubbliche sia private, unitamente a tutti gli esami strumentali (RX, RMN, TAC, etc.) cui si è sottoposti, intesi come immagini (lastre e/o CD) e referti.

In sala operatoria non esistono interventi banali quando la salute è in gioco. Che si tratti di una colecistectomia, di un’ernia o di una chirurgia addominale d’urgenza, l’errore tecnico, l’infezione nosocomiale o la gestione post-operatoria carente non sono fatalità, ma malasanità. Se un’operazione che doveva risolversi in pochi giorni si è trasformata in un calvario di complicazioni o reinterventi, hai il diritto di sapere perché.

I nostri avvocati esperti in malasanità, affiancati da medici legali e specialisti nel settore della colpa medica chirurgica valuteranno gratuitamente il tuo caso finalizzandolo ad una concreta richiesta di risarcimento per errori sanitari, analizzando ogni omissione e ogni errore medico chirurgico.

La tua salute è stata compromessa: noi ci occupiamo di ottenere giustizia.